Cose belle

In quest’epoca che ha sdoganato con grande nonchalance il termine “tanta roba” scelgo, per intitolare questa breve riflessione, un’espressione molto Ramazzottiana, perché ben si addice alla mia personalissima recensione di un libro, il cui autore, ancora una volta, mi ha donato sorrisi e sicurezze.

Lo sapevo – anche perché ho letto tutti i geniali romanzi che ha scritto –  ma ne ho avuto l’ennesima certezza: Francesco Muzzopappa è un piacere della vita, è portatore sano di allegria, è ambasciatore di cose belle.

Il suo ultimo libro, uscito pochi mesi fa si intitola “La contessa va in crociera”, è pubblicato da Solferino ed è un magnifico ritratto della nostra società contemporanea, raccontata da una nobildonna in decadenza che però riesce a mantenere alta la dignità, alcune convinzioni base e – nonostante gli studi in un prestigioso istituto svizzero (o forse proprio per quello) –  l’inossidabile cinismo con cui sistema tutti gli esseri umani che le capitano a tiro.

La storia è molto semplice: la contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna deve far quadrare i conti, tra esigenze e spesucce personali – tra cui un insostituibile maggiordomo – e la temibile Agenzia delle Entrate. Per questa ragione accetta di “mostrarsi” al popolo partecipando ad una crociera il cui programma prevede pochi giorni di navigazione. Un sacrificio accettabile, insomma, per un dignitoso compenso “tappaspese”.

Ma… la vita di ciascuno di noi è lastricata di MA, per cui la Contessa  si imbarcherà non solo in un viaggio, ma in una vera e propria avventura, di cui ovviamente non posso rivelare alcun dettaglio.

Su questa trama, l’abilissimo Muzzopappa offre una storia esilarante con un ritmo di battute, trovate, elementi ironici di grande effetto. Facciamo qualche esempio?

Da uomo di radio non mi è sfuggito il delizioso passaggio a pagina 51:

“Sintonizzo su Radio Italia Solo Musica Italiana, contessa?” – dice Orlando, il maggiordomo.

La risposta della Contessa:

“O Radio Francia Solo Musica Francese. Adoro la musica francese. Non abbiamo una radio francese?”

Andiamo a Pagina 69, dove un cameriere propone i piatti per la cena:

“Per i nostri ospiti italiani oggi abbiamo ricciola marinata all’aceto balsamico con grandine di ribes, medaglioni di astice alle mandorle e pioggia di olive, merluzzo in olio d’oliva con neve di melagrana”

“Qualcosa che non abbia a che fare con il meteo?” è la risposta perplessa della contessa.

Muzzopappa scrive con grande maestria e perfetto senso del tempo e senza timore, anzi con grande senso dell’armonia, dispensa parole desuete come “lagrime”, misteriose come “palapa” e istruttive come “consonanti bilabiali o fricative”.

Ancora una volta Muzzopappa fa ridere. Tanto. E lo fa per ben 282 pagine con un ritmo costante che nemmeno un maratoneta saprebbe mantenere.

Quindi, grazie Francesco. Anche per il passaggio dove la Contessa – autocitandoti – “sbatte le palpebre due volte”. Che bello quando con le parole puoi fare davvero tutto.

La mia intervista con Francesco Muzzopappa del 2024 andata in onda su Rete Uno per la presentazione del libro “Santa Maria”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Facebook
WhatsApp

Galleria Igienica

Tu cosa faresti?

Ma tu, voi che state leggendo questa pagina come vi comportereste? Uscireste di casa oppure “non se ne parla nemmeno”. Partecipate a questo grande sondaggio!