Da sempre i libri che preferisco sono i romanzi. Mi piace lasciarmi trasportare in una storia, apprezzare le invenzioni letterarie, ammirare il linguaggio che una serie di parole riescono a trasmettere.
Ci sono però delle eccezioni. Spesso, alcune grandi verità emergono all’interno dei saggi: veri e propri focus per riflettere su un tema raccontandolo in ogni suo aspetto. Quando poi a scrivere qualcosa c’è di mezzo un’amica, il gioco è fatto.
“Oltre il ponte dell’arcobaleno – Un addio che non è per sempre… Storie di amore e memoria” è un’opera toccante che esplora il profondo legame tra esseri umani e animali domestici, focalizzandosi principalmente sul rapporto che noi esseri umani costruiamo con cani e gatti. Valeria Consonni, alias Acva Vera condivide in questo libro la sua esperienza di volontaria animalista e raccoglie testimonianze di vite intrecciate con quelle dei nostri amici a quattro zampe.
Il testo affronta con delicatezza e profondità il difficile tema dell’elaborazione del lutto per la perdita di un animale domestico, descrivendo le varie fasi che portano dall’iniziale negazione fino all’accettazione e a quello che l’autrice definisce “amore eterno”, ovvero il momento in cui si riesce a ricordare il proprio animale con un sorriso anziché con le lacrime.
Valeria non si limita a parlare della perdita, ma celebra anche l’importanza degli animali nelle nostre vite attraverso numerose storie reali: dalla bambina timida che supera le sue difficoltà grazie all’amicizia con il suo labrador, agli anziani che ritrovano uno scopo nelle loro giornate grazie alla compagnia di un animale. Il messaggio è chiaro: adottare un animale “salva due vite, non una sola”.
Particolarmente significativo è il capitolo dedicato all’anima degli animali, dove l’autrice riflette sugli insegnamenti che possiamo trarre da loro: la capacità di vivere nel presente, la resilienza, l’adattabilità e il valore della semplicità. In un mondo frenetico dove nulla sembra mai abbastanza, i nostri amici animali ci mostrano come trovare gioia nelle piccole cose.
Il libro è anche una denuncia contro l’abbandono e le “rinunce di proprietà”, quello che l’autrice definisce “randagismo 2.0”. Con parole cariche di emozione, Valeria descrive il dolore degli animali abbandonati nei rifugi, sottolineando che l’adozione deve essere “consapevole e per sempre”.
“Oltre il ponte dell’Arcobaleno” non è solo un libro da leggere, ma un gesto concreto di solidarietà: parte del ricavato viene infatti destinato ad associazioni che si occupano di animali abbandonati, per aiutarle nell’acquisto di cibo, medicinali e per sostenere campagne di sterilizzazione.
La lettera che apre il libro, scritta dal punto di vista di Cuoricino, un cane randagio la cui vita è stata troppo breve, racchiude l’essenza dell’opera: un appello all’adozione consapevole e un invito a non dimenticare chi “è nato senza nulla e ha solo amore da dare”.
Grazie Valeria per le parole che hai raccolto ed esposto in questo libro: le testimonianze dirette sono regali davvero preziosi.
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