Non so chi leggerà questo articolo.
Non so chi mi ascolta alla radio ogni mattina. Non so chi leggerà il mio libro. Ho dato sempre grande valore all’immaginazione, a quella tecnica della mente che ti permette di pensare, di ipotizzare una risposta a delle domande che risposte non possono avere.
Pensando alla radio è ovvio che ho dei riscontri diretti: so chi mi contatta via whatsapp, chi incontro personalmente, chi mi riferisce di ascoltatrici e ascoltatori affezionati, ma chi potrà mai sapere davvero chi c’è dall’altra parte della radio nel momento in cui io sto parlando? Divagando, come mi piace fare, è lecito pensare che mi stiano ascoltando persone sole, famiglie, persone polemiche e in pace con sé stesse, automobilisti, camionisti, infermieri, reclusi, studenti, gente che sta in bagno o gente che fa l’amore.
E quindi immagino. E così come accade per la radio quotidianamente – anzi ne approfitto per salutare tutti i miei ascoltatori silenziosi che ogni mattina si svegliano con me ma non hanno nessuna intenzione di scrivere un messaggio, mandare un saluto, condividere qualcosa. Aggiungo che va benissimo così: anch’io, nella maggior parte dei casi, sono un ascoltatore silenzioso. Come accade per la radio, dunque, il mistero regna sovrano anche per un articolo che si affida ad un giornale o ad un sito. Chissà chi mi leggerà?
Per non parlare di un libro. Se la radio ha delle rilevazioni di ascolto e un sito ha potenzialmente ha una profilazione degli utenti, il mistero di chi legge un libro è davvero fittissimo. Pensate solo alla classica delle situazioni: ogni giorno – ce ne dovrebbero essere di più, ma almeno qualcuno c’è – c’è chi entra in una libreria e compra un libro. Ma chi abbina chi compra a cosa compra? E poi, quel libro acquistato sarà per lui o sarà un regalo? Non è che magari lo compra per il vicino che ha la gamba rotta? E se lo acquista per rivenderlo? Chi può dirlo?
So di essermi perso perché avevo tutta un’altra questione da sviluppare in testa, ma va bene così. Rendere omaggio all’immaginazione che da sempre accompagna le mie percezioni dei miei interlocutori è un bell’argomento. E le conchiglie? E la spiaggia, direte voi, che c’entra? Ne parliamo in un altro articolo.
Una risposta
Grazie Daniele!