Una recente intervista, andata in onda nel programma Border Nights (ringrazio ancora Fabio di cuore per l’opportunità) ha permesso a persone che vivono in città lontane di conoscere Francesco e la sua curiosa avventura. In questi giorni ho ricevuto messaggi ed e-mail dalla Liguria, dalla Sicilia, dalle Marche e anche dalla Croazia. Grazie di cuore a chi mi ha scritto e a chi mi scriverà.
È successo anche a me di scrivere ad alcuni scrittori che mi hanno particolarmente colpito. E ogni volta ho ricevuto una gentile risposta. Ricordo ad esempio – episodio di molti anni fa – di aver amato il libro “Il mirto e la rosa” di Annie Messina e di aver deciso di scriverle. Giovane di buone speranze, ricordo che non solo le scrissi per farle i complimenti ma le inviai un piccolo testo, una delle prime storie che avevo scritto.
Era un testo molto acerbo, con mille difetti. Ricordo però la cura, la passione, la pazienza e la fine analisi che la Signora Messina mi inviò. Una lettera come si scriveva una volta, con tanta attenzione ai dettagli e con tanti consigli per continuare a scrivere mettendoci anche la tecnica e non solo pancia a cuore. Ho ancora quella lettera da qualche parte nella mia libreria: so che la ritroverò prima o poi.
Tra i tanti messaggi ricevuti ho chiesto il permesso a Patrizia di pubblicare la sua e-mail. È un pensiero che mi è piaciuto molto perché se da una parte ha scritto all’autore, dall’altra è rivolta al personaggio principale. È un messaggio che ben rappresenta la magia del leggere, dono prezioso di cui davvero tutti dovrebbero approfittare. Dice bene Francesca “il bello dei libri è viverli mentre si legge, immaginare il luogo, viverlo, vederne i colori, la bici, le pietre, il percorso” e ancora “Ho visto, leggendo, posti nei quali non sono mai stata.” La magia della lettura si rinnova e sono davvero grato a Patrizia per aver voluto condividere questa emozione con me, con Francesco e anche con Angi. Si sa, i due sono davvero inseparabili.
Mi chiamo Patrizia e scrivo per parlare con Lei, Francesco, anche se, sarei più in sintonia con Angi.
Ho ascoltato la sua presentazione del libro, e, mi creda, ascoltavo, non guardavo, ma la sua voce, si, il modo in cui parlava, la pacatezza, la simpatia, mi hanno permesso di dirmi: “mi piacerebbe ascoltarlo per radio”. Così, ho comprato il libro. Già dalla copertina mi ha fatto venire voglia di leggerlo, sicura che avrei trovato all’interno, nonostante la premessa, attimi di sorriso e empatia. Così è stato. Grazie, il bello dei libri è viverli mentre si legge, immaginare il luogo, viverlo, vederne i colori, la bici, le pietre, il percorso. Poi leggere parole scritte che invece scavano nel noi, profondo, e distinto da tutti, da tutto. Ho visto, leggendo, posti nei quali non sono mai stata. Grazie, adesso sì.
Il tracciato è un percorso al quale non possiamo sottrarci, dipende da noi, in che modo lo vogliamo percorrere. Il suo libro, mi ha dato lo spunto per regalarlo a una persona, che credo… deve leggerlo per capire chi è e, cosa pensa di essere in questa strada, dove andrà. Non credo ci incontreremo fisicamente, ma ci tenevo a salutarla, a ringraziarla, a salutare Angi e i suoi genitori.
Un abbraccio
Patrizia di Treviso