Un libro e un biglietto

I libri sono oggetti magici.


L’ho sempre pensato. Hanno una bellezza che incanta, un’attrazione silente, una capacità di parlare in modo diretto, costruendo connessioni nella più potente intimità. Poco importa che il tempo ingiallisca le pagine e che ci siano delle screpolature sulla copertina. Quel profumo di libro, di bellezza, di casa rimane integro.

Ma la magia va ben oltre. Se avete ancora un paio di minuti vi racconto una storia. Quello che vedete in fotografia è un libro che ho letto a Mendoza, in Argentina, in tre giorni nel lontano 2005, quindi ben venti anni fa. È un noir firmato da Charles Willeford, un maestro del genere. Onestamente ho ricordi vaghi sulla trama di questo libro ma al suo interno, tra le pagine, oltre ai miei segni a matita e alle sottolineature – Non potevo non evidenziare la citazione iniziale, sempre attuale: Tutta l’infelicità degli uomini deriva da una sola causa, non saper stare in pace in camera propria. Pascal – è spuntato il bigliettino che vedete sul lato destro della foto.

Mi è bastato rivederlo per riattivare nella memoria un episodio davvero divertente. Vent’anni fa in Argentina – ma credo che la situazione non sia cambiata – per potersi muovere nel paese si usavano gli autobus. Parti la sera da Buenos Aires, da Cordoba, da Puerto Madrin o da Mendoza, viaggi tutta notte e la mattina dopo ti svegli a Rosario, a Bariloche, a Rio Gallegos o a Mar del Plata. Gli autobus sono economici – almeno, lo erano – e offrono un servizio cuccette che loro chiamano semi-cama (sedia allungabile) o cama-total (un vero e proprio lettino cuccetta).

Quel biglietto che il libro di Willeford ha conservato magicamente per vent’anni mi ha ricordato quello che accadde una sera su uno di questi autobus. Viaggiavamo già da almeno un’oretta e mezza, le tenebre stavano cominciando a conciliare il sonno, ma a un certo punto tutte le luci del mezzo si sono accese e lo steward, in pompa magna, con tanto di stacco musicale ha annunciato: Y ahora Bingo!

Mentre fuori dal finestrino la Patagonia si stendeva silenziosa e potente, a bordo dell’Autobus della linea Andesmar c’era l’estrazione dei numeri. Primo premio: una bottiglia di buon vino argentino.

Inutile dirvi che ho vinto io.

Ma siccome sono astemio, ho premiato il mio vicino di cama-total, donandogli pochi attimi di intensa felicità.

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