Adoro tutto ciò che comincia.
A parte i lunedì, che non sempre mi sono simpatici, vedo di buon occhio l’inizio dei mesi, delle stagioni, di nuovi progetti e naturalmente dei nuovi anni. Forse è un’illusione – anzi molto probabile che sia così – ma la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di “speciale” supera la realtà di vivere semplicemente il quotidiano accende qualcosa nel mio bambino interiore (a cui cerco sempre di dare ascolto).
Purtroppo non è stato un buon inizio di 2026: ero in onda quando è stata data per la prima volta la notizia della tragedia di Crans Montana e continuare il programma non è stato semplice.
Il mio anno letterario inizia con nuovi incontri per presentare Mi hanno detto che morirò martedì, ma anche con una nuova recensione scritta da Valentina nel blog lacuratricedilibri.blogspot.com che potete leggere anche qui sotto.
Per il resto sono mesi di pensieri, di scrittura, di idee e… di nuovi inizi, ma è prematuro segnalarvi adesso i dettagli. Ringrazio Valentina, vi auguro buona lettura e ci sentiamo prestissimo (ovviamente ogni mattina, o quasi, sulla Rete Uno nel programma Alba Chiara).
Oggi ho il piacere di parlarvi di un libro che ha incrociato il mio cammino, proprio, per caso! Apparso davanti ai miei occhi tra alcuni romanzi definiti dal motore di ricerca “che potrebbero interessarti” ho proprio deciso di leggere il libro di Daniele Oldani perché ha saputo, da subito, incuriosirmi. Sono rimasta profondamente colpita dalla trama e dalla copertina, veramente, e curiosa ho deciso di leggerlo!
“La maggior parte delle persone ama essere ascoltata e non ascoltare.”
Sono rimasta molto soddisfatta di questa lettura, ve lo devo dire perché in “Mi hanno detto che morirò martedì” ho trovato, ma soprattutto scoperto una storia, non solo divertente, ma anche profonda.
“Ho la sensazione che a volte fortuna e sfortuna giochino a ping-pong con le nostre vite… mi piace vivere, questo lo posso dire e comincio a convincermi che ci siano molte ragioni per pensarlo.”
Sì, perché tra una battuta e l’altra, una divagazione, un ricordo, un evento Oldani ci racconta la vita di ognuno di noi. Il protagonista è Francesco Susanna, che, poverino è già stato segnato da un cognome alquanto curioso, ma soprattutto da un evento che gli stravolgerà la vita!.
“Selma De Santis è la classica cliente Valium, come li chiamiamo in gergo nel senso che ci parli mezz’ora e hai bisogno di una buona dose di ansiolitico.”
In quel di Milano incontrerà una donna che lo metterà in guardia… la sua morte avverrà il martedì successivo al loro incontro. Francesco non sa come comportarsi se non confidarsi con l’amico di una vita, Angi, esperto di astrologia e la fidanzata Aria. Entrambi cercano di infondergli forza e di cercare una spiegazione a questa premonizione, veramente, nefasta.
“Mi chiamo Francesco Susanna e sono d’accordo con voi: con il nome poteva andarmi meglio.”
Francesco invece di abbattersi cerca di reagire e il suo percorso di consapevolezza raggiunge appieno il lettore che, in questo modo, conosce molto di lui.
Un libro scritto con uno stile leggero e spensierato, frizzante e coinvolgente. Ben approfondite diverse tematiche, non solo quelle esistenziali, ma anche musicali e del territorio Svizzero.
“Postiamo davvero di tutto in rete. L’inutile e l’inutilità.”
Francesco insieme alla sua famiglia, amici e colleghi rappresenta benissimo uno di noi, infatti il lettore si sente coinvolto e parte della storia stessa. Ho riso, mi sono commossa e ho vissuto tutte le sfumature emotive di questo personaggio eccezionale.
Un libro veramente bello e unico nel suo genere!!! Alla fine oltre ai consueti il lettore trova degli utilissimi approfondimenti su luoghi, musiche, fatti e misfatti ai quali l’autore ha attinto.
Apprezzatissimi!!!
A presto!!!
Valentina