C’è un momento particolare nella vita di chi scrive.
È quel tratto di strada che separa l’ultima parola digitata dalla pubblicazione di un libro. Un territorio sospeso fatto di attesa, speranza, dubbi, entusiasmo e, lo ammetto senza difficoltà, anche di una certa agitazione.
Nel 2025 ho pubblicato il mio primo romanzo. Il titolo, come molti di voi ormai sanno, era “Mi hanno detto che morirò martedì”; è stata un’avventura straordinaria, che mi ha regalato qualcosa di molto più importante della pubblicazione stessa: il piacere della condivisione. Vedere i lettori entrare nelle pagine, interpretare i personaggi, affezionarsi a certe situazioni o dissentire da alcune scelte narrative mi ha ricordato che una storia, una volta pubblicata, non appartiene più soltanto a chi l’ha scritta. Diventa di chi la legge.
Ora, con il secondo romanzo, mi ritrovo a vivere sensazioni simili. Forse ancora più intense. Perché questa volta so bene cosa significa consegnare una parte di sé al giudizio degli altri. E il giudizio, quando nasce da una lettura sincera, non mi spaventa. Anzi, lo considero un regalo. Ogni lettore vede dettagli che l’autore non immagina, trova significati inattesi e offre prospettive nuove.
Anche questa nuova storia, come il mio primo libro, gioca con uno dei temi che più mi affascinano: il destino. Quelle coincidenze che sembrano impossibili e che, eppure, accadono. Quegli incroci di vite che trasformano una giornata qualunque in qualcosa di irripetibile.
In fondo, il destino continua a sorprenderci anche nella realtà. Questa volta vi racconterò la storia di una clamorosa vincita di 131 milioni di euro realizzata in un piccolo paese di montagna. Eventi del genere sembrano usciti direttamente dalle pagine di un romanzo: una giocata, sei numeri, una vita che cambia all’improvviso. Chi non si è mai chiesto cosa farebbe in una situazione simile? E soprattutto, quanto di tutto questo sia fortuna e quanto sia semplicemente il misterioso intreccio delle circostanze.
Le storie nascono spesso da domande come queste. Domande che invitano a sorridere, a ridere delle nostre debolezze, ma anche a riflettere su ciò che desideriamo davvero. Perché la narrativa, almeno per come la vivo io, non deve necessariamente fornire risposte. Talvolta è più interessante porre interrogativi e lasciare al lettore la libertà di trovare le proprie conclusioni.
Nell’attesa che questo nuovo romanzo incontri i suoi lettori, continuo a fare quello che amo di più: scrivere. È la passione che mi accompagna da sempre, il motore che mi spinge a immaginare personaggi, costruire vicende e inseguire idee che chiedono di essere raccontate.
Esiste già la possibilità di attivare un pre-order: scrivetemi una mail a questo indirizzo: daniele@danieleoldani.com, vi darò tutti i dettagli.
Grazie!
