Ci sono serate che finiscono quando si spegne l’ultima luce.
E ce ne sono altre che continuano a vivere dentro di noi, molto tempo dopo l’ultimo applauso, l’ultima stretta di mano, l’ultimo ringraziamento. Quella vissuta venerdì 18 settembre a Neuhausen am Rheinfall, nel Canton Sciaffusa, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Sono arrivato con la gioia e la curiosità di chi sta per ritrovare volti amici ma anche con l’ebbrezza di incontrare persone nuove, a cui raccontare le storie che mi nascono dentro. Sono ripartito con il cuore colmo di gratitudine, emozioni e volti che difficilmente dimenticherò.
L’invito della Biblioteca di Neuhausen am Rheinfall, organizzato dall’Associazione Amici della Lingua Italiana di Sciaffusa, mi ha regalato qualcosa che va oltre una semplice presentazione. Per questo il mio primo pensiero va a Giuseppe Pietramale. Anzi, lasciatemelo dire: per la generosità, la cura e l’attenzione profusa, meriterebbe quasi di cambiare cognome in “Pietrabene”. Con passione, attenzione ai dettagli e una rara sensibilità, Giuseppe ha costruito le condizioni perfette affinché la serata diventasse un autentico incontro tra persone. Non la presentazione di un libro, ma quasi una cerimonia del vivere.

Fin dal primo istante ho respirato un’atmosfera speciale, che può nascere soltanto quando le persone si riconoscono nella loro autenticità. Tutto è sembrato naturale, spontaneo, vero.
Abbiamo parlato di radio, di libri e di creatività. Ma, in realtà, abbiamo parlato soprattutto di vita. E non poteva esserci luogo migliore di una biblioteca. Essere circondati da libri, storie e parole ha dato un significato ancora più profondo al dialogo. Le pagine sugli scaffali sembravano quasi partecipare alla conversazione, ricordandoci che ogni esistenza è un racconto fatto di capitoli luminosi e pagine più difficili.
Abbiamo condiviso riflessioni sulle luci e sulle ombre che accompagnano ciascuno di noi, sulle gioie e sulle paure, sui sogni che inseguiamo, sul valore della curiosità e sulle fragilità che impariamo ad accettare. E, soprattutto, abbiamo celebrato la bellezza dell’incontro umano. In un tempo in cui tutto corre veloce, fermarsi ad ascoltare e ad ascoltarsi rappresenta forse uno dei gesti più preziosi che possiamo ancora compiere.

Un grazie speciale va anche a Mario Caso che, insieme a Giuseppe, ha condotto la serata con grande professionalità, sensibilità e capacità di mettere tutti a proprio agio. Il dialogo è scivolato leggero, permettendo ai temi di emergere con naturalezza e profondità. E al pubblico di diventare protagonista.
Grazie a tutte le persone che hanno partecipato, a chi è arrivato da vicino e a chi ha affrontato molti chilometri per esserci. Sapere che qualcuno ha scelto di raggiungere Neuhausen da Zurigo e persino dalla Germania – e non appena dopo il confine – aggiunge valore e significato a quell’abbraccio collettivo che abbiamo vissuto.



E un abbraccio particolarmente caloroso va agli ascoltatori di Albachiara. Il loro affetto, le loro parole e il loro entusiasmo mi hanno fatto sentire a casa anche lontano da casa.
La magia è proseguita attorno a una tavola condivisa insieme a Giuseppe, Mario, Paolo, Marco, Linda e Raffaele. Una cena diventata il naturale prolungamento della serata, tra sorrisi, racconti, idee, progetti, creatività, astrologia, teorie più o meno stravaganti e riflessioni sulla vita. Quelle conversazioni che iniziano da un argomento e finiscono chissà dove, ma che proprio per questo lasciano tracce profonde.
E poi c’era l’acqua. Le silenziose, solo in apparenza, cascate del Reno, a pochi passi da noi. Forse non è stato un caso. L’acqua è simbolo di movimento, incontro, trasformazione. Ed è anche profondamente legata ad Abbracciami (anche per finta), il mio nuovo romanzo. Trovarmi lì, accanto a quella forza della natura che scorre incessante, è sembrato quasi un segnale, una coincidenza troppo bella per essere solo quello.
Cogliere i segnali, mi ha detto qualcuno, è un esercizio che fa bene alla vita.
Sono tornato a casa con la consapevolezza che gli incontri più belli sono quelli che non si limitano a riempire una sala, ma riescono a riempire l’anima. E quello di Neuhausen am Rheinfall è stato, per me, uno di quei rari e preziosi momenti che meritano soltanto una piccola, breve e simbolica parola: grazie.

Immagine di copertina creata con AI

8 risposte
Cosa aggiungere, caro Daniele… ci sono emozioni che hai descritto perfettamente alle quali se aggiungono altre cui dare voce non so. È la magia di certi incontri che ci lascia dentro „ricchezza“ vera.
Un abbraccio e grazie a te!
Ricambio l’abbraccio e a presto!
Grazie infinite a te, caro Daniele! Noi continuiamo a portare nel cuore la tua testimonianza e, nel frattempo, il tuo nuovo libro, insieme ad Albachiara, mi sta facendo compagnia durante il lungo tragitto casa-lavoro. Un abbraccio!
Caro Mario, attendo una recensione 🙂
Mamma mia, Daniele, che posso dire dopo aver letto questo articolo?
Mi vengono in mente un paio di domande:
cosa c’è di più bello quando agli altri arriva il tuo affetto?
Quando ciò che organizzi, “abbraccia” le persone?
Quando ti senti riempito di bellezza, distillata dalle cose più semplici, più sincere?
Il tuo articolo per me è un dono prezioso, davvero, uno di quei gesti che ti fanno dire che vale davvero la pena vivere la vita. Con quel pizzico di gioia che rende piacevole le giornate. Non sempre le parole riescono a descrivere, a trasmettere, ciò che si prova. In compenso ci sono le azioni, i gesti. Tu l’hai fatto con ciò che hai scritto qui.
Sono molto felice sia per le emozioni che hai provato in mezzo a noi, sia per quelle che ci hai donato ascoltandoti.
È stato un piacere grande averti a Neuhausen e le aspettative, che già erano assodate, sono state superate di gran lunga.
Grazie per la tua amicizia.
P.s. Ah, per la tua proposta del “Pietrabene”… è un pensiero molto generoso 😉. Doppio grazie.
Un grande abbraccio, Giuseppe Pietrabene 🙂
Pensavo di riuscire a venire, ma la distanza (sconosciuta) tra la stazione e la biblioteca è stato un ostacolo troppo arduo…poi avrei avuto il problma di stare seduta a lungo…sarebbe stato bello esserci, ma è andata cosi.. sarebbe stato bello rivederti e parlarti “de visu” dopo l’intervista di anni fa a Zurigo, ma stavolta “forze” piu grandi di me hanno detto no… Un abbraccio enorme e spero in una tua prossima “escursione”…
Ci sarà sicuramente un’altra occasione Marcella! Grazie per averci provato.