Immagine di copertina realizzata con IA
Ci sono notizie che durano un giorno e altre che riescono a entrare nell’immaginario collettivo.
La vincita da oltre 223 milioni di euro centrata a Oggiono, in provincia di Lecco, nei giorni scorsi appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Una schedina da 5 euro ha trasformato una persona qualunque in uno degli individui più ricchi d’Italia, scatenando immediatamente curiosità, supposizioni, sogni e discussioni.
Da giornalista, scrittore e appassionato di storie che riguardano il destino , questa notizia mi ha davvero colpito. Il mio nuovo libro, Abbracciami (anche per finta), è una storia che parte da una situazione sorprendentemente simile: in un piccolo paese qualcuno vince 131 milioni di euro e la vita di un’intera comunità cambia per sempre.
Naturalmente si tratta di una coincidenza. Eppure, è una di quelle coincidenze che fanno riflettere.
Tutti parlano del vincitore. Ma la vera storia inizia dopo.
Quando una vincita di queste dimensioni arriva sulle prime pagine, l’attenzione si concentra quasi sempre sugli stessi interrogativi: chi sarà il vincitore? È una persona del posto? Si farà vivo? Continuerà a lavorare? Come spenderà quei soldi? Fateci caso: sono domande che hanno già cominciato a girare…
Sono le stesse domande che si pongono gli abitanti del borgo immaginato nel mio romanzo.
Perché una vincita del genere non riguarda mai soltanto il vincitore. Riguarda amici, parenti, conoscenti, vicini di casa. Riguarda le aspettative degli altri. Riguarda ciò che le persone iniziano a proiettare su qualcuno che, fino al giorno prima, era semplicemente uno di loro.
Ed è forse questo l’aspetto più interessante: il denaro cambia davvero chi lo riceve o cambia soprattutto il modo in cui gli altri lo guardano?
La fortuna come specchio
La cronaca di Oggiono racconta una comunità improvvisamente attraversata dall’entusiasmo e dalla curiosità. Giornalisti, telecamere, ipotesi, persone che provano a ricostruire l’identità del fortunato vincitore: un piccolo centro che per qualche giorno diventa il centro dell’attenzione nazionale.
Nel mio romanzo accade qualcosa di analogo.
La vittoria al gioco non è soltanto un colpo di fortuna. Diventa uno specchio che riflette desideri, paure, invidie e sogni. C’è chi immagina come quei soldi potrebbero migliorare la propria vita. C’è chi pensa a come ottenerne una parte. C’è chi vede nuove opportunità. E c’è chi, improvvisamente, si rende conto che la ricchezza non risolve automaticamente tutto.
Perché la fortuna, spesso, non cambia soltanto i conti in banca. Cambia gli equilibri.

La domanda che ci riguarda tutti
Forse il motivo per cui notizie come quella di Oggiono ci affascinano tanto è che, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo immaginato di essere al posto del vincitore.
Cosa farei con 223 milioni di euro?
Smetterei di lavorare?
Cambierei città?
Aiuterei amici e parenti?
Continuerei a essere la stessa persona?
Eppure le risposte non sono così semplici come sembrano.
Oltre il jackpot
Abbracciami (anche per finta) nasce proprio da questa curiosità.
Non dalla domanda “come si vincono x milioni di euro?”, ma da un’altra molto più interessante, ovvero “cosa succede dopo?”
La super vincita di Oggiono e l’uscita del mio romanzo sono due eventi indipendenti che si sono incontrati per caso. La cronaca racconta una storia vera di cui, almeno per il momento, non conosciamo ancora il protagonista. La mia narrazione invece prova invece a immaginare cosa potrebbe accadere dopo il clamore, quando i riflettori si spengono e resta una persona sola davanti a una fortuna enorme. In fondo, sia la cronaca sia i romanzi nascono dalla stessa domanda: se domani diventassimo ricchissimi, cosa cambierebbe davvero nella nostra vita?
Forse molto. Forse niente.
O forse, come accade spesso nelle storie migliori, la risposta è molto meno scontata di quanto immaginiamo.
PS: Nel dubbio io ho creato un sondaggio. Rispondete anche voi, se vi va.